I Lupi del Campobasso FC battono in casa il US Pontedera 1912, fanalino di coda del Girone B di Serie C, per 3-2.
La partita conferma una verità ormai evidente: il meccanismo rossoblù, quando si inceppa, come nel primo tempo,vale una squadra da ultimo posto. Quando invece ritrova il proprio “movimento”, con gli ingranaggi (i calciatori) al posto giusto, i Lupi valgono le prime della classifica.
L’esempio classico è Salines: migliore in campo sulla destra nel secondo tempo, quasi il peggiore (dopo Martina) nel primo. A “montare” la squadra è sempre l’“orologiaio” mister Zauri, che a volte inverte ingranaggi e mollette, rendendo difficili anche partite sulla carta senza storia.
Probabilmente sarà così fino alla fine della stagione. Speriamo bene, perché recuperare e ribaltare una gara non riesce sempre. Anzi.
Detto ciò, il Campobasso di Rizzetta occupa, con onore e merito, il quinto posto in un campionato nazionale: un risultato che non si vedeva dagli anni ’80. Eppure allo stadio le presenze restano basse: circa 3.500 spettatori dal vivo. Non va bene!
Non va bene per quanto la società sta investendo e per come, ve lo dice uno che dietro le quinte sbircia un po’,il presidente ed il suo team si stanno muovendo per il progetto, per la città e per l’intera Regione.
Il divario tra i 3.500 presenti e i potenziali 5.000, o addirittura 6.000 e più, spettatori è motivo di perplessità e sconcerto.
Campobasso è sempre stata una piazza di calcio e di sport: una piccola, bella e sana città del Sud che si è fatta conoscere proprio grazie alle sue squadre, in particolare ai Lupi rossoblù.
Il presidente ha ragione: va fatto di più. Non in trasferta, dove l’affluenza è ottima, ma in casa.
Il vostro divano e la vostra TV non porteranno il Campobasso in Serie B, ma rischiano di riportarlo in Serie D. E il conto lo pagherà l’intera comunità.
Quindi: “scannétt all’erta”, venite allo stadio.
Perché il Cambuasc è Cambuasc.
Forza Lupi.
(credit ph – primo piano Molise)

