Sab. Ott 31st, 2026

C’è sempre qualcosa da imparare, soprattutto in un campionato equilibrato e pieno di insidie come quello del Campobasso. I Lupi, in maglia rossoblù, strappano un pareggio prezioso sul campo del Guidonia, una squadra più avanti in classifica ma tutt’altro che imbattibile. Anzi: per lunghi tratti il Campobasso ha dato la sensazione di poter portare a casa l’intera posta in palio.

Il Guidonia ha confermato le caratteristiche che gli hanno permesso di costruire la propria classifica: solidità difensiva, compattezza e ripartenze veloci. Una squadra che, non a caso, in trasferta rende più che tra le mura amiche. Eppure i rossoblù, reduci dalla vittoria ottenuta in extremis nella  trasferta precedente a Forlí , hanno avuto le carte in regola per concedere il bis. Piccoli errori sotto porta, alcune imprecisioni negli ultimi metri: dettagli che hanno impedito la vittoria ma non hanno macchiato una prestazione nel complesso positiva.

Cosa insegna questa partita?

Che nel calcio moderno chi sa aspettare e ripartire fa spesso più male di chi attacca a testa bassa. Le squadre che restano compatte, chiudono gli spazi e poi colpiscono in velocità risultano più efficaci di chi si sbilancia troppo.
E il Campobasso, per caratteristiche, potrebbe diventare micidiale proprio in questo tipo di gioco: giocatori rapidi, un modo di interpretare la gara dinamico, punte veloci. Forse è il momento di valutare un assetto tattico che esalti le ripartenze, proprio come il Guidonia ha fatto nel suo percorso stagionale.

Alle considerazioni tecniche si aggiunge la sentenza del Tribunale Federale: due punti di penalizzazione al Campobasso e tre mesi di inibizione per il presidente Rizzetta, il vicepresidente Cirincione e il direttore generale Colalillo.
Una decisione che pesa sia in classifica sia in termini di immagine, ma che può essere assorbita se la società manterrà un atteggiamento rigoroso, ordinato e capace di affrontare con serietà gli aspetti extracalcistici.

Questa situazione può essere letta in due modi:

come un episodio isolato, superabile attraverso maggiore attenzione e nuove figure dedicate alle questioni regolamentari;

oppure come una piccola crepa in una struttura societaria che, dopo quattro anni di gestione (Eccellenza, D,  e ora C da 2 anni), inizia a mostrare qualche fragilità.

La speranza – e l’invito – è di credere fermamente nella prima interpretazione.

Lasciamo che il Campobasso possa sognare la Serie B, un traguardo che manca da troppo tempo.
Ma allo stesso tempo, lasciamo che il tifoso rossoblù possa dormire serenamente, con la certezza di una società solida, ordinata e capace di gestire con professionalità ogni passo, in campo e fuori.

Il Campobasso ha dimostrato di avere qualità, identità e ambizione. Ora serve compattezza, dentro e fuori dal campo. Il futuro è ancora tutto da scrivere. Forza Lupi.

(Credit ph – Roma sport)

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