Il Campobasso perde ancora e, per mr Prosperi, è la quinta sconfitta su 8 incontri disputati. Tolto quello con la Vis Pesaro, dove guidava una squadra presa in carico da 2 soli giorni, gli altri 7 incontri hanno mostrato una “mano” diversa dalla guida precedente ma “uguale” nella sostanza. Il Campobasso è una squadra amorfa, i cui confini tecnici e tattici non sono definibili e definiti. Una sorta di blob capace di penetrare le difese più pronte (vedi Ternana e Spal) e farsi spappolare da attacchi sostanzialmente spuntati (vedi le ultime 4 sconfitte). L’approccio del “nonno Braglia” e del nipote “Prosperi” non hanno interpretato e risolto il DNA di un gruppo di calciatori che sembrano letteralmente dimenticare, in diverse frequenti occasioni, come si gioca a pallone, lasciando nonno e nipote senza parole, anzi costringendoli a dire cose alla stampa che non stanno in piedi, del tipo ” è colpa delle scie chimiche” oppure “la terra è piatta” ! Mr Braglia da “nonno” del calcio ha provato col carisma e col passato a “farsi capire” dai sui atleti, ai quali evidentemente è apparso anacronistico, il “nipote” mr Prosperi invece comunica troppo “da vicino”, nel senso che è più ex-calciatore che Mister, in alcune scelte appare ancora troppo immaturo a sostenere un gruppo così “strano” di ragazzi. Questo campionato del Campobasso del presidente Rizzetta, stagione 24/25 sembra essere una partita alla roulette russa dove vivere o morire dipende più dalla fortuna (o sfortuna) che da una strategia, una pianificazione, un progetto. Imposti una sfera e dalla stampante a 3D esce un cubo….e nessuno capisce ancora perché. Forse ci voleva un “padre”. !?. Ci salverà la dea bendata!?…Forza Lupi allora.

